Dopo il primo incontro del 20 novembre procede la fase costitutente del Comitato regionale degli utenti ferroviari. Inizia il dialogo diretto con i comitati già esistenti per raccogliere le loro idee
È cominciata la fase costituente del “Comitato Regionale degli Utenti” del servizio ferroviario dell’Emilia-Romagna. Sabato scorso a Bologna si è tenuto il primo incontro tra i rappresentanti dei comitati degli utenti e dei pendolari che si sono costituiti autonomamente negli ultimi anni, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, l’assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, la direzione dell’Agenzia dei Trasporti Pubblici e i consulenti di Ogmed, la società a cui la Regione si è rivolta per essere supportata nel dare vita al nascente Comitato.
L’esistenza formalizzata di un Comitato degli utenti che sia interlocutore stabile dell’amministrazione competente sul trasporto ferroviario regionale, è stato spiegato durante l’incontro, è una pratica ormai consolidata e di successo in molti paesi europei: in Italia è ancora storia recente. Il Comitato consultivo è comunque già previsto da un articolo della Legge Regionale n.30 del 1998, quella che disciplina il trasporto pubblico locale. Una volta attivo servirà per rendere più agevole la consultazione degli utenti sui temi strategici della mobilità ferroviaria e permetterà di affrontare i disagi locali con un occhio alla globalità dei problemi.
“Ci pare una buona occasione per strutturare in maniera stabile e utile il rapporto che già c’è con i comitati spontanei - ha detto l’assessore Peri in apertura dell’incontro -. Ci sembra che il comitato sarà il luogo in cui affrontare le ragioni di fondo e le ragioni puntuali in maniera meno burocratizzata possibile. Servirà poi a dare un valore aggiunto alle relazioni tra Regione e cittadini, qualificando al meglio le loro iniziative, in particolare quelle delle rappresentanze di cittadini meno strutturate come i piccoli comitati”.
Percorso avviato
Gli esperti di Ogmed hanno illustrato esempi di comitati simili che già esistono in altre realtà europee e hanno proposto uno scadenziario per arrivare nel più breve tempo possibile alla costituzione del comitato. Fondamentale, in questa fase, sarà il contributo di tutti i comitati e delle associazioni di consumatori. Nel giro di qualche giorno verranno infatti svolti incontri individuali di approfondimento per raccogliere in modo sistematico le idee dei rappresentanti dei comitati degli utenti che sono venuti in contatto con l’Agenzia dei Trasporti negli ultimi anni. Si intende comprendere come sono strutturati gli attuali comitati, quali sono i loro obiettivi, quali potrebbero essere i valori difesi dal nuovo comitato, quali i suggerimenti per la sua formazione, il suo funzionamento, le strategie da perseguire.
Successivamente, accogliendo quindi i suggerimenti di questa ricognizione, verrà sottoposto ad campione di cittadini un questionario sul trasporto ferroviario e il pendolarismo: tutto questo comporterà comunque tempi brevi, perché nel piano di lavoro approvato dalla Regione già entro la fine dell’anno dovrebbe formarsi un comitato provvisorio che si riunisca per mettere in cantiere le prime iniziative concrete.
Alla fine di gennaio ci dovrebbero essere le condizioni per cui le indicazioni che scaturiranno dal comitato si possano concretizzare in precise azioni della Regione.
Il direttore dell’Agenzia dei Trasporti regionale, Bruno Ginocchini, ha ricordato ciò su cui la Regione già consulta i pendolari: dalla concertazione sugli orari alla qualità delle stazioni, dal contratto di servizio al monitoraggio sulla qualità erogata. “Tutti aspetti sui quali si può comunque fare di meglio, anche grazie al comitato regionale degli utenti”, ha spiegato Ginocchini.
La reazione dei pendolari
La reazione dei comitati e delle associazioni che hanno partecipato all’incontro di sabato è stata largamente positiva. A partire dall’Associazione Pendolari di Piacenza, il più “antico” comitato di utenti ferroviari dell’Emilia-Romagna, che si è dichiarata disponibile a lavorare per migliorare tutto il possibile e per porre la massima attenzione a come verrà costituito il comitato e a quali saranno i suoi effettivi poteri. Altri rappresentanti dei comitati hanno riportato le loro lamentele ma hanno anche avanzato proposte. Lorenzo Venturoli del Comitato Utenti FER (Bologna-Portomaggiore) ha sottolineato le difficoltà collaborative di un percorso istituzionale, che finora non ha portato risposte concrete, e ha auspicato che il nuovo comitato sia più produttivo. Giovanni Zavorri, del Comitato Porrettana, ha posto l’accento sull’importanza del percorso formativo del nuovo comitato e ha lanciato la proposta di introdurre un abbonamento bisettimanale. Federconsumatori Emilia-Romagna ha ricordato che è importante tenere sempre ben chiaro che cosa ci si attende, anche politicamente, dal comitato che nascerà. L’Associazione Utenti Trasporto Pubblico (Utp) si augura che il comitato abbia due anime, la prima per affrontare i problemi e cercare di risolverli e la seconda per proporre nuove soluzioni per il trasporto ferroviario: tra cui evidenzia la mancanza di un sistema di consultazione omogeneo di tutto il trasporto pubblico della Emilia-Romagna, cosa che invece è consolidata all’estero. Gli utenti della linea Bologna-Verona si chiedono invece quale peso avrà il comitato sulle scelte finali di Trenitalia e della Regione.
L’intromissione della cronaca
Molti intervenuti non hanno potuto fare a meno di porre un accento su un elemento di attualità: la questione delle multe ai viaggiatori sprovvisti di biglietto. Se da una parte è chiara la posizione della Regione “anche Trenitalia deve attenersi a quanto prevedono leggi e delibere regionali: i biglietti si devono poter fare anche in treno con equo sovrapprezzo; vanno preventivamente chiariti i casi in cui non è sanzionabile la mancanza di biglietto” ancora imprecisate rimangono le disposizioni che Trenitalia impartirà al proprio personale per renderla operative al proprio interno. Suggerimenti da non disperdere sono emersi dai pendolari intervenuti: può andare bene adottare la norma regionale (più severa di quella proposta da Trenitalia riguardo alla sanzione per chi deliberatamente si sottrae al pagamento del biglietto) ma deve essere chiaro che chi invece il biglietto lo avrebbe fatto, o validato, e per un qualsiasi motivo non c’è riuscito, non deve essere tassato più di quanto avviene ora (5 euro per l’emissione a bordo). Particolarmente a cuore degli intervenuti è il caso dell’abbonato che per un qualsiasi motivo, pur possedendo un abbonamento valido, non sia in grado di esibirlo al momento del controllo, ma lo possa esibire in un momento successivo. Se sanzione deve esserci, non deve essere superiore a quella del viaggiatore occasionale che fa il biglietto a bordo. Va da sé che a Trenitalia viene richiesto di non applicare alcuna maggiorazione per la vendita a bordo dei biglietti per chi salga in stazioni prive della possibilità di munirsi di biglietto. Una prima, imprevista, prova di funzionamento di quanto possa riservare in futuro la consultazione stabile di un comitato degli utenti.