Originale e interessante iniziativa di Fer in collaborazione con le Amministrazioni locali del ferrarese per contenere i danni ai treni e alle stazioni della linea.
Come trasformare un treno che potrebbe ricordare il carro diretto al paese dei balocchi in un luogo di civile convivenza che veda i giovani passeggeri protagonisti positivi. E’ l’ambizioso obiettivo che si è dato il progetto “Tutti vogliono viaggiare in prima. Ferrara-Codigoro, Giovani e Pendolari per viaggiare in un altro modo”, voluto per iniziativa di FER in collaborazione con la Provincia di Ferrara e con l’intervento di Promeco, il servizio nato dalla collaborazione tra Comune, AUSL, CSA e l’amministrazione provinciale di Ferrara per sviluppare progetti di prevenzione del disagio giovanile.
Che cosa ha portato all’avvio di un progetto che prevede la presenza di educatori sui treni che riportano a casa gli studenti delle scuole superiori sulla linea Ferrara-Codigoro per coinvolgerli con iniziative di animazione ma anche di responsabilizzazione?
L’evidenza, riscontrata da FER negli ultimi anni, che sulla linea che attraversa la Bassa ferrarese si registrano molti episodi di vandalismo, e anche di bullismo, in particolare in coincidenza con le due corse pomeridiane del ritorno a casa degli studenti.
Constatata la particolarità del caso, e preso atto che con le “cattive” non si riusciva a cambiare la situazione, FER si è rivolta a Provincia e Comune di Ferrara per cercare di risolvere il problema. E’ così entrata in campo l’equipe di Promeco e dei suoi educatori, psicologi e sociologi, che dopo un’indagine “in incognito” sui treni tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, ha elaborato il progetto che ha preso il via con l’inizio dell’anno scolastico. Si tratta di un esperimento che non ha precedenti in Italia: fare leva sul protagonismo dei giovani affinché possano instaurare relazioni positive, sia tra loro che con i viaggiatori adulti che capitano sul treno, e per prevenire e contrastare comportamenti che possono provocare disagio ai compagni o arrecare danno allo spazio del treno stesso. Sette educatori di Promeco, dal primo giorno di scuola, viaggiano quindi coi ragazzi alternandosi sui treni in partenza da Ferrara per Codigoro alle 13 e alle 14.12. Nel primo mese di scuola saranno presenti ogni giorno (con l’esclusione del sabato) assieme ai ragazzi per dare loro un punto di riferimento, poi dovrebbero diradare le presenze con 2-3 viaggi alla settimana fino alla conclusione dell’anno scolastico. Il progetto è stato per ora finanziato con 11mila euro da FER e dalla Provincia e dovrebbe protrarsi anche per il prossimo anno scolastico. Non si svolge solo sui treni, ma anche attraverso incontri nelle scuole superiori e sul territorio per sensibilizzare le famiglie. Sono anche in programma interventi educativi nelle scuole medie per prevenire possibili comportamenti negativi una volta che i ragazzi cominceranno le scuole superiori e saranno potenziali utenti della linea.
La particolarità dei treni di ritorno verso Codigoro è che sono utilizzati quasi esclusivamente da studenti (in un numero che varia dai 150 ai 190) e da pochissimi altri passeggeri adulti (al massimo una ventina). Il contesto di viaggio in compagnia di coetanei, con la stanchezza dopo una giornata di scuola, la noia dovuta alla routine, e il fatto che non ci siano a bordo figure adulte autorevoli, sono forse alcune delle cause che hanno reso la situazione critica.
In questa prima fase di contatto gli educatori di Promeco stanno coinvolgendo i ragazzi in giochi e attività di gruppo. La disponibilità al dialogo da parte degli studenti sembra molto buona e quindi ci sono le premesse perché l’azione educativa del progetto possa essere incisiva.
Sale d'aspetto e vagoni: 70mila euro di danni solo nel 2004-2005
Circa 70mila euro di danni, tra il 2004 e il 2005, causati da atti vandalici sui treni e nelle stazioni. Una cifra considerevole, la più alta per le linee gestite da Fer, così anomala da far scattare l’allarme e da decidere di prendere delle contromisure straordinarie. E’ il poco invidiabile primato della linea Ferrara-Codigoro, presa di mira da alcuni anni da vandali e teppisti. A bordo dei convogli la maggior parte dei danni è molto probabilmente attribuibile agli stessi giovani utenti a cui ora si rivolge il progetto “Tutti vogliono viaggiare in prima”; per quel che riguarda i danneggiamenti delle stazioni è più difficile attribuire le responsabilità, ma non è azzardato ipotizzare che gli autori possano essere gli stessi.
Sui treni non si contano i danni fatti agli arredi, ai sedili e alle toilette, le scritte e i graffiti sulle pareti, gli estintori divelti dai loro supporti e utilizzati per imbrattare l’interno dei vagoni con la schiuma antincendio. Nelle stazioni, invece, devastazioni nelle sale d’aspetto, nei bagni pubblici e alle macchinette obliteratrici. Una pessima abitudine che dura già da qualche anno, raccontano a Fer, tanto che nel 2003 e 2004 si decise di ricorrere a guardie giurate che salivano sui convogli utilizzati in prevalenza dagli studenti pendolari. Non potevano fare molto di più che incutere timore con la propria presenza: servì purtroppo a poco e i vandalismi continuarono ugualmente. Per proteggere le stazioni la scelta di Fer fu drastica ma obbligata: chiudere tute le sale d’attesa e le toilette per evitare gli assalti. Una soluzione che però finiva per ritorcersi ingiustamente contro tutti gli utenti della linea. Così si sono cercate collaborazioni sia con il personale di Fer residente nei Comuni attraversati che con le amministrazioni locali ed ora quasi tutte le stazioni sono state riaperte in orario diurno perché si può effettuare un certo controllo e vigilanza. Tutte le sale d’attesa, al momento, sono state riaperte. L’unica eccezione è quella di Migliaro, dove si sta ancora cercando una soluzione. Per migliorare la situazione a bordo dei treni, invece, la speranza è tutta riposta nel successo dell’interessante progetto che si è appena avviato.
In viaggio con i ragazzi e gli educatori
Mercoledì 20 settembre, sul Ferrara-Codigoro delle 14.12, è cominciato il torneo di trionfo, un gioco di carte a cui si partecipa in coppie. Per iscriversi nel tabellone e iniziare da subito la sfida, che ha come premio finale delle ricariche telefoniche, alcuni ragazzi hanno “saltato” il treno delle 13 e sono rimasti apposta in stazione ad aspettare l’arrivo dello staff di “Tutti vogliono viaggiare in prima”. Dieci minuti prima della partenza arrivano Beatrice (coordinatrice del
progetto per Promeco), Tania, Elena, Eleonora e Jacopo con addosso le magliette bianche e blu con la scritta “Staff” e il logo del progetto. Oggi salgono in forze sulle quattro carrozze del treno perché il progetto è appena iniziato e bisogna farsi conoscere, avviare un dialogo coi ragazzi e organizzare bene le attività che li accompagneranno per tutto l’anno scolastico. Saliamo con loro in un vagone centrale dove si radunano gli studenti che vogliono partecipare al torneo. Si spostano così dalla quarta carrozza, quella più lontana dal capotreno, dove normalmente si rifugerebbero per non essere disturbati dagli adulti e fare i loro comodi. I ragazzi dello staff hanno portato i mazzi di carte e il tabellone su cui segnano i nomi dei partecipanti e la stazione in cu scenderanno, poi passano di carrozza in carrozza per chiedere chi vuole iscriversi. “Noi non intendiamo assolutamente coinvolgere tutti per forza – spiega Beatrice –. Tutti hanno il diritto di fare quello che desiderano, c’è chi si riposa, chi ascolta musica, chi sta con la sua ragazza. Non siamo insegnanti né genitori, non siamo qui per rompere le scatole e imporre delleregole ma per proporre delle attività che stanno a metà strada tra l’animazione e l’educazione. Sui comportamenti interveniamo indirettamente, parlando e confrontandoci con loro. Ad esempio ieri siamo saliti con pizze e Coca e li abbiamo offerti a tutti, visto che è l’ora del pranzo. Abbiamo chiesto poi di non buttare carte e lattine ovunque una volta finito di mangiare, li abbiamo un po’ messi alla prova. E a sorpresa è andata
bene, mentre ci aspettavamo che facessero un disastro”.
Quando il treno parte ci sono una quarantina di ragazzi, per lo più maschi, con le carte in mano. A occhio sembrano i più esuberanti, quelli cioè che in condizioni normali darebbero i maggiori problemi ai compagni e al treno. Certo, in carrozza il volume è bello alto, ma è più che altro il risultato dell’atmosfera da gita scolastica. E poi contribuisce anche la voce tonante di Jacopo che tiene i punteggi di tutti e dà informazioni su come si giocherà nei giorni seguenti. “Vogliamo arrivare ad avere una tabella di attività prefissate – dice Jacopo -. I ragazzi devono sapere quando saremo sul treno e cosa si farà. L’ideale poi sarebbe arrivare a programmare assieme a loro le cose che si possono fare, dargli qualche responsabilità”. Le partite a carte si concludono nel giro di mezz’ora, prima che la gran parte dei ragazzi scenda a Migliarino dandosi appuntamento per le partite successive. Beatrice trova il tempo di far notare ad alcuni ragazzi che gli sputi sui vetri o per terra devono poi essere puliti da ragazze poco più grandi di loro che per fare le pulizie sui treni si devono alzare alle 5.30 del mattino. Loro abbassano gli occhi dicendo che non sono stati loro. “Sono molto soddisfatta del rapporto che si sta creando coi ragazzi – prosegue Beatrice -. Con Promeco lavoriamo da anni con gli studenti nelle scuole, ma qui è diverso perché il treno è uno spazio particolare, un luogo privato con regole diverse dalla scuola. Comunque la cosa più importante che possiamo fare è esserci senza però imporre la nostra presenza. Poi più avanti potremo magari anche mettere in discussione assieme a loro quello che stiamo facendo”.
Un video racconta le esperienze di viaggio
Poco più di un quarto d’ora di video per raccontare come si viaggia sulla Ferrara-Codigoro. Lo hanno girato gli operatori di Promeco, il servizio che sta realizzando il progetto “Tutti vogliono viaggiare in prima”, durante la ricognizione effettuata sulla linea nell’inverno scorso per comprendere dalla viva voce dei ragazzi e dei ferrovieri che cosa c’è da cambiare per rendere migliore a tutti il viaggio di ritorno da scuola.
Il video è già stato utilizzato alla presentazione del progetto durante tre incontri che si sono tenuti a Migliarino, Massafiscaglia e Codigoro, e potrà essere divulgato in altre occasioni pubbliche.
Dal video, in gran parte costruito attorno alle interviste dei ragazzi, emerge il “micromondo” degli studenti pendolari. Un mondo a parte, vissuto in un non-luogo e in un tempo morto della giornata, che alcuni ragazzi hanno deciso di riempire in qualche modo. Peccato che alcuni di questi modi di ingannare il tempo siano dei veri e propri episodi di bullismo e di nonnismo nei confronti dei più piccoli, dei “primini” che frequentano il primo anno delle superiori e sono novizi dei viaggi sul treno. Dalle testimonianze dirette dei più “vivaci”, che giocano il ruolo dei leader, scopriamo così fastidiosi e spiacevoli rituali di iniziazione per essere accettati nel gruppo, passati per innocui diversivi contro la noia: chi non sa recitare alla perfezione l’ordine delle stazioni in andata e ritorno da Codigoro, o non sa da quale lato del treno si trova la stazione, viene “timbrato” o “macchiato, cioè gli vengono fatti scarabocchi sulla pelle con inchiostro più
o meno indelebile. Vigono ovviamente delle gerarchie che prevedono che a “macchiare” possano essere solo quelli che hanno all’attivo almeno tre anni di treno. E poi raccontano di alcuni che sono costretti a sottomettersi ai bulli e ad andare in giro a quattro zampe per i corridoi del treno. Poi ci sono le storie di quelli che non ci stanno ad essere importunati e vorrebbero solo rilassarsi o distrarsi durante il viaggio ma non ci riescono; le ragazze bersagliate da pesanti allusioni sessuali. Molti però fanno notare anche i frequenti ritardi dei treni e le poche carrozze a disposizione il sabato.
I ferrovieri intervistati invece si lamentano della maleducazione dei ragazzi, delle sigarette fumate ovunque, dei bagni lasciati in pessime condizioni e dei danni agli arredi, dei piedi sui sedili e del fastidio arrecato ai passeggeri adulti. “Vogliono farci impazzire – dice uno di loro -. Ma se il treno se lo sentissero come una cosa loro non si comporterebbero così”. Proprio questo cambio di atteggiamento è l’obiettivo del progetto in corso. Chi fosse interessato al video può rivolgersi a Promeco (tel. 0532.212169 – e-mail: promeco@comune.fe.it)