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Treni, arriva la ripresa?

Tre precisi segnali per una svolta. Piano industriale di Trenitalia, tavolo istituzionale e accordo SFM sono i pilastri del possibile sviluppo: vediamo, a grandi linee, cosa si sta profilando


Segnali concreti di ripresa in vista per il trasporto pubblico ferroviario. Anzi, si può forse essere ancora più ottimisti e parlare di una vera e propria nuova consapevolezza da parte di tutti i soggetti che hanno parte in causa nelle strategie del trasporto ferroviario nel nostro Paese. Segnali positivi e convergenti riguardo ad una svolta, che sembra confermare uno sviluppo deciso e di grande portata delle ferrovie in Italia, e anche nella nostra regione, sono giunti nelle ultime settimane da più parti. Provengono innanzitutto da Trenitalia, che ha tracciato nel suo piano industriale per i prossimi anni gli interventi per il trasporto locale. Ma segnali fondamentali arrivano anche dal Tavolo Governo-Regioni-parti sociali sul rilancio del trasporto pubblico locale. Infine, un terzo segnale che si va ad integrare con i precedenti e ne costituisce il completamento per ciò che è più vicino a noi: la recente firma dell’accordo tra Regione, Provincia e Comune di Bologna per il Servizio Ferroviario Metropolitano nel bacino bolognese. L’elemento che dà sostanza a questo percorso di sviluppo sono le risorse importanti destinate a rafforzare il trasporto ferroviario locale e regionale in particolare nelle aree metropolitane. Cifre elevate, mai ipotizzate fino ad ora, che fanno sperare in un salto di quantità e di qualità, entro i prossimi dieci anni, che trasformerebbe il volto delle ferrovie utilizzate in prevalenza dai pendolari. Tra le grandi aree metropolitane oggetto di questa trasformazione non potrà non rientrare, accanto a Milano, Roma e Napoli, quella di Bologna, che riguarderebbe ovviamente gran parte del traffico pendolare dell’Emilia-Romagna. Vediamo quindi più da vicino in cosa consistono i tre segnali di cui si parlava.

Il piano industriale di Trenitalia
Il piano di impresa 2007-2011 delle Ferrovie dello Stato, ora all’esame del Governo per la “verifica autonoma” dell’esecutivo chiesta dal ministro Padoa-Schioppa dopo un primo via libera di massima, traccia le linee dello sviluppo del trasporto passeggeri nelle regioni e nelle grandi aree metropolitane. In particolare ipotizza circa 6 miliardi e mezzo di euro di investimenti (pari a circa 1000 nuovi convogli) che permetterebbero di migliorare la qualità del servizio e di far crescere la produzione all’incirca del 50% in termini di treni/km. Si delineerebbero poi due differenti livelli di servizio di trasporto locale: quello regionale e quello metropolitano. La metà dell’investimento sarebbe riservato allo sviluppo del servizio ferroviario nei nodiurbani, che vedrebbe incrementare la propria offerta di circa il 75%. Il Governo,come si diceva, si è riservato fino all’inizio di settembre per approvare il piano industriale per poterlo poi inserire nella Finanziaria 2008. Nel frattempo un comitato di esperti controllerà costi e ricavi del piano delineato da FS. Quindi l’intenzione non è quella di “comprare a scatola chiusa” il pacchetto proposto ma è molto significativo che la visione d’insieme che esso disegna sia in gran parte condivisa dal Governo che, per bocca del ministro Padoa-Schioppa, si sbilancia a dire che il piano “può cambiare la faccia del Paese”.

Tavolo istituzionale sul trasporto pubblico locale
Aperta a febbraio, la concertazione che vede lavorare assieme Governo, Regioni, aziende e sindacati, si sta chiudendo in questi giorni e sta delineando un quadro che si sovrappone in gran parte a quello del piano industriale delle Ferrovie. La linea che dovrebbe passare è quella di destinare risorse aggiuntive in cambio di nuove regole e maggiore concorrenza nel settore. L’arco temporale delle risorse da stanziare si spinge fino al 2015 e viene ipotizzata una cifra di finanziamenti sui 700 milioni di euro annui, che dovrebbero arrivare in maniera duratura dall’accisa sul gasolio. Ci sarebbero quindi finanziamenti coerenti con le previsioni di sviluppo del settore ferroviario e del TPL in genere. Si tratterebbe quindi di un altro segnale di via libera all’importante finanziamento chiesto da FS nel suo piano per rilanciare il trasporto ferroviario locale.

Accordo per il SFM nel bacino di Bologna
Terzo ed ultimo segnale che ci interessa più da vicino è stato la firma dell’Accordo per il Servizio Ferroviario Metropolitano nel bacino di Bologna, arrivato dopo la metà di giugno. L’Accordo è stato sottoscritto da Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Bologna per rilanciare e dare concretezza all’Accordo del luglio 1997. Questo Accordo definisce con precisione le fasi di sviluppo e attuazione del SFM. Entro il 2011 il servizio aumenterà di 4 milioni di treni/km. Si prevede l’aggiunta di nuovo materiale rotabile, l’attivazione di 5 itinerari metropolitani con servizi passanti, cadenzamento rigido e frequenze elevate, 13 nuove fermate di cui 6 nel Comune di Bologna. Per realizzare il Servizio Ferroviario Metropolitano saranno necessarie diverse centinaia di milioni di euro, una parte di spesa corrente e una parte di investimento.
Sono quindi tre tasselli coerenti l’uno con l’altro che si stanno andando ad incastrare in questo 2007, che potrebbe essere ricordato come l’anno di svolta per quel che riguarda lo sviluppo del trasporto ferroviario locale in Italia e nella nostra regione. Il segno positivo che se ne ricava è proprio il fatto che da tre luoghi differenti giunga la stessa notizia: qualcosa sta davvero cambiando. E proprio il fatto che il dibattito pubblico su questo tema sia vivo e l’attenzione molto alta ad ogni livello fa ritenere che sia molto difficile che si faccia marcia indietro e che questi anni non diventino davvero l’inizio di una rinascita del TPL e del treno regionale.