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Tariffe in aumento da agosto

28 luglio 2004 - “Stangatina” per regionali, interregionali e diretti, dopo oltre un anno a ticket bloccati. L'aumento (+1,9%) resta comunque al di sotto dell’inflazione reale. I raffronti con le altre regioni

passeggeri L’ultima volta è stato oltre un anno fa. Da allora le tariffe del trasporto regionale di Trenitalia, in Emilia-Romagna, non sono state aumentate. Quello che viene applicato dal primo agosto è un aumento al di sotto del 2%, sostanzialmente in linea con quella che è l’inflazione programmata per l’anno in corso. Il limite invalicabile dell’inflazione programmata è stato fissato da una delibera regionale del novembre 2001 valevole per tutto il trasporto pubblico locale.

La regionalizzazione

E´ per effetto della regionalizzazione che Trenitalia dalla fine degli anni ’90 adotta comportamenti tariffari differenziati in ognuna delle Regioni italiane (tariffa 40). Prima esisteva solo la tariffa nazionale (tariffa 21), che tutt’ora si applica solo nel caso di viaggi che partono da una regione e finiscono in un’altra.

Venti Regioni, 20 tariffe (21 se si considera che Trento e Bolzano, autonome, sono tra loro differenziate). Sono diversi gli importi, ma anche gli scaglioni chilometrici per renderli  più aderenti alla densità delle stazioni nel territorio. Sono diversi anche i momenti in cui si verificano gli aumenti:  insieme all’Emilia-Romagna anche nelle Marche scatterà un aumento l´1 agosto: in altre Regioni è avvenuto in luglio (Abruzzo), gennaio (Liguria) o nel corso del 2003. 

Confronti tra regioni

Nonostante le tariffe regionali si differenzino, un confronto tra esse è comunque possibile. Si possono individuare tre gruppi: regioni con tariffe basse (Molise, Sardegna, Basilicata), regioni con tariffe elevate (Lombardia, Liguria, Puglia, Piemonte, Toscana), regioni con un livello tariffario intermedio.
Qualche esempio, ponendo pari a 100 il prezzo dell’abbonamento mensile con la tariffa dall´ 1 agosto in Emilia-Romagna:

- per una tratta tra 50 e 60 Km, come potrebbe essere da Porretta a Bologna, a tariffa Lombardia si pagherebbe 117; in Toscana 110;  in Piemonte 124 e in Sardegna 96.
- per una tratta tra 30 e 40 km, un Imola-Bologna ed esempio, a tariffa Lombardia si pagherebbe 111; in Toscana 107;  in Puglia 126 e in Basilicata 90.

Le tariffe in Emilia-Romagna, anche dopo l’aumento, non sono tra le più care in Italia. Gli aumenti tra l’altro, visti in valore assoluto, risultano contenuti: sempre per gli esempi fatti prima, l’abbonamento Porretta-Bologna aumenta di 1 euro e quello Imola-Bologna di 0,80.

Il prospetto dettagliato delle nuove tariffe Ë consultabile anche sul sito www.trenitalia.com, sezione I treni della tua regione/Emilia Romagna/News e sul sito regionale www.ferroviaer.it.

Un metodo da superare

Già nelle aree metropolitane di Roma e Napoli la tariffa ferroviaria a fasce chilometriche così come la conosciamo non esiste più, soppiantata da più efficaci forme di tariffazione integrata e bigliettazione elettronica. Anche in Emilia-Romagna il futuro prossimo è in questa direzione, con un sistema di tariffazione integrato regionale che comprenda treni e autobus, svincolato dal conteggio della lunghezze delle tratte, che favorisca l’uso integrato di tutte le risorse del trasporto pubblico.

Apparenti paradossi

Poiché la tariffa nazionale è di norma più bassa delle tariffe regionali si verificano alcune situazioni paradossali, come di viaggi meno costosi anche se più lunghi perchè partendo da una stazione subito al di là di un confine regionale hanno il prezzo della tariffa 21 invece di quella regionale. Facciamo un esempio: un mensile di seconda classe per una tratta 35 km a tariffa regionale costa (dall’1 agosto) 44,30 euro, il mensile per  45 Km a tariffa nazionale ne costa 43,90. Siamo nel campo delle eccezioni, peraltro ben note a chi viaggia abitualmente tra stazioni in regioni diverse. Si assiste ad un comportamento che richiama anche altri settori: quello che può essere ricondotto a decisioni di organi nazionali non aumenta (o addirittura diminuisce, come si sente dire possa avvenire per le imposte) mentre poi, per far quadrare i conti devono farsi  avanti i livelli amministrativi più decentrati a raccogliere quello che manca.

Rincari maggiori per autostrade, benzina e “utilities”

Se non c’è da rallegrarsi per l’aumento delle tariffe ferroviarie in Emilia-Romagna per chi viaggia su treni Regionali, Interregionali e Diretti - +1,9% dopo oltre un anno - ci si può almeno consolare considerando che usare il treno, in tempi di inflazione galoppante e rincari generalizzati, resta comunque più conveniente che altri mezzi di trasporto. Basta qualche semplice raffronto per verificarlo.

Auto e autostrade - Per il periodo gennaio 2003-maggio 2004, l’Istat ha evidenziato un aumento dell’indice del prezzo dei pedaggi autostradali dello 0,1% medio mensile. E a partire dall’1 luglio i ticket dell’autostrada hanno subito un adeguamento medio del 2,26% sui 3000 chilometri di rete gestiti da Autostrade per l’Italia, facendo inferocire le associazioni di consumatori, gli automobilisti e tutti coloro che si sono visti ritoccare in alto i prezzi proprio al momento di partire per le vacanze.
Il nuovo piano tariffario autostradale prevede poi un incremento medio annuo del 2% fino al 2012.

Benzina “inarrestabile” - Il costo della benzina, in “salita libera” da tempo immemorabile. Secondo l’Istat, nei primi quattro mesi del 2004, abbiamo dovuto fare i conti con un aumento del 16 per cento del prezzo alla pompa. E a maggio, sempre secondo l’Istat, la benzina è arrivata a costare il 7,5 per cento in più rispetto allo stesso prezzo del 2003.

Le “utilities”- Se si vanno a prendere in considerazione anche le altre cosiddette “utilities”, la situazione si fa ancora più cupa. Il prezzo del gas è cresciuto dello 0,2% mensile da gennaio 2003 a maggio 2004 e l’Authority per l’Energia Elettrica e il Gas ha di recente deliberato aumenti delle tariffe elettriche dell’1,2% per il solo trimestre luglio-settembre 2004.