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Le nuove multe di Trenitalia

Da novembre chi sale in treno senza biglietto paga una sanzione di 25 euro. Tutte le regole e le eccezioni.

stazione Come già molti sapranno, dall’1 ottobre non è più possibile acquistare il biglietto sul treno. O meglio, è ancora possibile mettersi in regola una volta a bordo ma pagando, oltre al prezzo del biglietto, una multa di 25 euro, indipendentemente dalla tratta percorsa. La stessa sanzione sarà applicata anche a coloro che non avranno obliterato il biglietto prima di salire sul treno. Il nuovo regolamento, adottato da Trenitalia per contrastare il fenomeno dell’evasione (secondo la quale nel 2003 ha comportato una perdita finanziaria di 131 milioni di euro), ha suscitato perplessità e qualche protesta, ma soprattutto può risultare non del tutto chiaro per gli utenti.

Proprio per fare fronte a tutti gli equivoci e alle possibili casistiche che si presenteranno, Trenitalia ha previsto un periodo di transizione di un mese, durante il quale si svolgerà una campagna di comunicazione per permettere ai viaggiatori di prendere confidenza con le nuove regole. Queste, quindi, diventeranno effettive solo a partire dall’1 novembre. Si potrebbe sostenere, ed è quanto fa Trenitalia, che in questo modo il treno sarà equiparato agli altri mezzi di trasporto pubblico: proprio come sugli autobus si potrà viaggiare solo se in possesso di un biglietto regolarmente obliterato. Andrebbe però ricordato che molte aziende di TPL hanno introdotto la possibilità di acquisto a bordo del biglietto, in taluni casi con un leggero sovrapprezzo.

Quando non pagare i 25 euro

Vediamo alcuni casi particolari in cui la sanzione di 25 euro non viene applicata anche se si è senza biglietto. Sarà, innanzitutto, esentato chi avviserà il personale di aver trovatole macchinette obliteratrici in stazione non funzionanti. Nulla cambierà, inoltre, per coloro che sono in possesso di un biglietto non idoneo alla tipologia di treno scelto (ad esempio chi ha un biglietto Intercity su un treno Eurostar o un biglietto Espresso per un treno Intercity): costoro pagheranno, come già avviene, un sovrapprezzo di 8 euro oltre  la differenza di prezzo, dove prevista.

Saranno poi esentati dal pagare sanzioni o sovrapprezzi, solo se avviseranno il personale appena saliti a bordo, i viaggiatori di treni a media/lunga percorrenza (ES, IC, Espresso) che partono da stazioni con  le biglietterie chiuse;   i non vedenti e i titolari di Concessione speciale III; coloro che viaggiano sui treni della media/lunga percorrenza e chiedono il  cambio di classe o sui Treni Notte e optano per una cuccetta o un vagone letto invece del posto a sedere.

Abbonamento: non cambia nulla

Cerchiamo ora di fare chiarezza sui casi che riguardano più da vicino i viaggiatori del trasporto regionale. Se in alcune circostanze le nuove disposizioni lasciano immutata la situazione o comportano qualche facilitazione per gli utenti abitudinari della ferrovia,  in altri casi si nota un irrigidimento delle norme che non viene incontro agli utenti che, pur in buona fede, non sono riusciti a mettersi in regola con il titolo di viaggio.

Il primo caso è quello di chi viaggia con l’abbonamento: non cambia praticamente nulla per chi se lo scorda a casa o non è in grado di presentarlo al controllore. Prima dell’1 ottobre le soluzioni possibili erano due: o si pagava in treno un biglietto intero di corsa semplice, con una maggiorazione di 5 euro, oppure ci si faceva compilare un verbale comprensivo del costo del biglietto più 15,45 euro di sanzione e circa altri 10 euro di altre penali. Se entro tre giorni si presentava il proprio abbonamento in regola a una biglietteria tutte le sanzioni non venivano pagate (restava da pagare solo il prezzo del biglietto). Lo stesso, in pratica, avviene ora: chi è senza abbonamento paga il biglietto semplice e riceve un verbale con la multa virtuale di 25 euro. Presentandosi alla biglietteria con l’abbonamento, entro tre giorni, al verbale non viene dato corso.


obliteratrice E chi non ha il biglietto?

Le nuove disposizioni prevedono alcuni casi particolari (oltre a quelli già elencati) in cui si può ancora acquistare il biglietto sul treno. Riguardano chi viaggia su treni del Trasporto Regionale (R, IR, D) e parte da stazioni con biglietterie chiuse e senza punti vendita alternativi (emettitrici automatiche di biglietti o rivendite presenti in stazione o nelle sue  vicinanze) o dove le obliteratrici non funzionano. In questo caso, avvisando tempestivamente della propria situazione il personale di bordo, non si paga alcuna sanzione. In sostanza ora si pagherà soltanto il prezzo del biglietto mentre prima, trovandosi nella stessa condizione, si doveva pagare anche la maggiorazione per averlo fatto a bordo. Nella nostra regione però, per i treni regolati con il contratto di servizio dell’Emilia-Romagna, già si era stabilito con Trenitalia di non applicare sovrattasse in questi casi, nonché di informare chiaramente l’utenza con affissioni nelle stazioni interessate. Con questa modifica viene quindi riconosciuto il diritto ad essere messi in regola senza nessuna sovrattassa. Alcune perplessità vengono però dalle associazioni degli utenti, che auspicano che le informazioni su eventuali chiusure o malfunzionamenti delle biglietterie di terra vengano comunicate al personale di bordo tempestivamente per evitare equivoci o spiacevoli discussioni con i controllori. Resta poi ancora da chiarire, da parte di Trenitalia, che cosa esattamente si intende per “punti vendita alternativi” e quanto si estendono le “vicinanze” della stazione.

Chi viene più colpito

Di sicuro, comunque, c’è un giro di vite per chi sale sul treno senza biglietto quando avrebbe potuto acquistarlo prima e per chi non lo oblitera in una stazione dove le macchinette funzionano. Due categorie in cui possono rientrare tutti coloro che, nella concitazione di prendere in orario il treno, possono non avere il tempo o dimenticarsi di farlo. Prima si poteva fare il biglietto sul treno, dopo aver avvertito il capotreno, con una maggiorazione di 5 euro (o 2,50 se la biglietteria di partenza era chiusa) oppure, se non lo si avvertiva, oltre a questa cifra si pagavano 15,45 euro di sanzione. Ora chi sale senza biglietto deve pagare comunque i 25 euro di sanzione. Va ancora peggio per gli smemorati: chi non obliterava poteva pagare solo 5 euro aggiuntivi se ammetteva subito la dimenticanza (15,45 se veniva colto dal controllore). Da adesso deve in ogni modo pagare i 25 euro della multa. Viene tolta al personale di bordo la discrezionalità di interpretare se il viaggiatore non in regola fosse tale per deliberata volontà di evadere o per una svista che, in particolare per le persone più anziane o per i viaggiatori occasionalmente in Italia può verificarsi con facilità. Ed i cui esiti in termini di contenzioso con Trenitalia e di immagine amichevole verso i viaggiatori è difficile prevedere che saranno positivi.


macchina biglietti Il caso delle tariffe integrate

In Emilia-Romagna esistono poi le linee dove è in vigore il sistema tariffario integrato tra treno e linee di bus. Si tratta delle linee Galliera, Porrettana e Persicetana (in cui è in vigore un’integrazione tariffaria tra Trenitalia e Atc) e la linea Modena-Carpi-Rolo-Novi (in cui l’integrazione è con Atcm). In questi casi, in cui il biglietto del treno e del bus è unico, i trasgressori saranno soggetti alla normativa vigente sul mezzo di trasporto sul quale stanno viaggiando: questo vuol dire che chi è senza biglietto valido sul treno incorre nella sanzione di 25 euro, chi invece è senza ticket sull’autobus paga la multa prevista dall’azienda del trasporto pubblico locale.

I contrari e qualche dubbio

Critiche aspre all’aumento della multa vengono da Intesaconsumatori che invita i passeggeri a non pagare alcuna multa se si dovranno fare più di 15 minuti di fila alla biglietteria. L’Intesa punta il dito contro le strutture insufficienti di Trenitalia, che nelle ore di punta provocano file che vanno dai 10 ai 30 minuti nelle grandi stazioni. “In questi casi Trenitalia dovrebbe prevedere la possibilità di fare il biglietto a bordo senza penali”, sostiene l’associazione. Dalla Regione Emilia-Romagna si segnala invece la singolare coincidenza tra la mancata concessione, da parte del Ministero dell’Economia,  agli aumenti delle tariffe ferroviarie per i collegamenti nazionali (quella applicata per i viaggi che hanno origine in una regione diversa da quella di destinazione) e l’introduzione immediatamente successiva di queste nuove disposizioni da parte di Trenitalia. Con una evidente asimmetria, le nuove regole più rigide si applicano anche per i viaggi soggetti a tariffe regionali, che sono state invece aumentate in tutte le regioni: nella nostra l’1 agosto scorso.