Da un mese il nuovo treno per il trasporto regionale effettua corse sulla Bologna-Verona. Viaggio coi pendolari fino a Poggio Rusco per scoprirne i molti pregi e un solo difetto, che però non dipende dal Minuetto.
“Il Minuetto? È davvero bellissimo, solo che ci tocca stare in piedi”. È questo, in sintesi, il commento dei pendolari che da circa un mese stanno “sperimentando” il più nuovo e avveniristico treno della flotta di Trenitalia per il trasporto regionale. Sono i viaggiatori del treno che parte da Bologna alle 16.58 alla volta di Poggio Rusco, la prima tratta dell’Emilia-Romagna, sulla Bologna-Verona, servita dall’unico (per ora) Minuetto della regione.
Saliamo a bordo quando mancano dieci minuti alla partenza per Poggio Rusco e i 145 posti a sedere sono già tutti occupati e almeno una trentina di persone si arrangia alla meglio, stando in piedi o appoggiandosi dove capita. Uno di questi è Alessandro, che sta in piedi vicino alla porta d’ingresso. “Prendo sempre questo treno per tornare a Tavernelle la sera. Da quando c’è il Minuetto però c’è meno posto a sedere – dice Alessandro, indicando con lo sguardo tutto l’open space del convoglio. Il treno che c’era prima in questo orario era molto più vecchio e brutto ma c’erano più posti a sedere. Questo è bellissimo, sembra più un pullman elegante che un treno, ma non mi sembra molto adatto a quest’ora di punta, in cui ci sono tantissimi pendolari che ritornano a casa a Tavernelle, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore”.
Raccogliamo anche il parere di Silvia, pendolare di San Giovanni, che siede sugli scalini che portano al piano rialzato: “Molto bello, ma c’è poco spazio per far sedere le tante persone che hanno sempre preso il treno a quest’ora. Per il resto non c’è niente da eccepire: è silenziosissimo, i sedili, quando se ne trova uno libero, sono comodi, e gli avvisi acustici e quelli sui display sono sempre precisi. Però, se devo essere sincera, per qualche posto a sedere in più farei anche a meno dei pannelli informativi”.
Insomma, pare proprio che il Minuetto sia promosso a pieni voti dagli utenti ma sembra perdente la scelta di averlo inserito in un orario di grande affollamento, con il rischio di far passare in secondo piano le importanti novità che questo treno porta con sé in termini di comfort e qualità complessiva del viaggio.
Si parte in orario e la voce registrata dello speaker dà il benvenuto, augura buon viaggio ed elenca le fermate che incontreremo sulla tratta. Il silenzio durante la marcia è tale che si può continuare a parlare a bassa voce con i propri interlocutori.
Alfredo, che lavora in ferrovia e pare ben informato, prova a spiegare le apparenti contraddizioni. “Questo è un treno pensato per un servizio con un cadenzamento molto elevato, una specie di metropolitana di superficie di alta qualità, e perciò non dovrebbe essere mai molto affollato. Quindi l’uso che se ne fa adesso non è esattamente quello per cui è stato progettato. Bisogna poi considerare che siamo ancora in una fase sperimentale, visto che il Minuetto è in servizio da meno di un mese”.
Rosalia, che scende a San Giovanni, e Annamaria che arriva fino a Crevalcore, portano l’attenzione su problemi della linea in cui il Minuetto non c’entra nulla. “Ci vorrebbero più treni tra Crevalcore e Bologna, spero che succeda prima che vada in pensione – dice Rosalia che alla mattina prende l’Espresso delle 7.14 diretto a Bologna -. L’Espresso ha sempre un ritardo tra i 15 e i 30 minuti ma ha la precedenza sul regionale delle 7.31 che così ritarda pure quello”. Annamaria si lamenta invece del cambiamento di orario del treno che prima arrivava a Bologna alle 7.12 e ora arriva alle 7: “Dobbiamo partire 20 minuti prima, alle 6.23 invece che 6.42, ma ne guadagnamo solo 12 e oltretutto il treno si ferma tutti i giorni 15 minuti alle porte della stazione senza apparente motivo. Insomma, credo che questo anticipo sia stata una scelta orripilante”.
A San Giovanni e Crevalcore il treno si svuota e i pendolari che proseguono per San Felice sul Panaro, Mirandola e Poggio Rusco sono solo una piccola minoranza, soprattutto studenti. Lo spazio si apre, si possono stendere un po’ le gambe e rilassarsi. Adesso è davvero un bel viaggiare, peccato però che siano rimasti in pochi ad accorgersene.