Lo Stato ha incontrato le Regioni il 21 luglio per fare il punto su un tema estremamente delicato del trasporto ferroviario. I documenti di interesse presentati da FS e i temi su cui si impegneranno gli sforzi di tutti
Nella riunione del 21 luglio scorso, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, le Regioni che avevano preso l’iniziativa in tema di sicurezza hanno ottenuto dal Governo la prosecuzione del confronto.
Due sono i filoni in cui continuerà il lavoro:
Le richieste del Comitato Regionale Utenti
Quella della Regione è stata una risposta anche alle sollecitazioni venute dal Comitato regionale degli utenti ferroviari, che lo scorso 11 luglio ha inviato una lettera al presidente Vasco Errani incentrata sul tema della sicurezza.
“Fra pochi mesi – scriveva il Comitato -
La documentazione consultabile
L’Agenzia dei Trasporti Pubblici regionale ha poi richiesto, in vista dell’incontro di Roma, una dettagliata serie di informazioni, dati statistici e documenti che ora sono stati messi a disposizione di tutti dalla Presidenza del Consiglio che li ha ricevuti da FS. Nei documenti si dà risposta ai quesiti sulla sicurezza posti dalle Regioni: vengono forniti dati sull’incidentalità, sulle opere relaizzate e sull’attrezzaggio di linee e mezzi con i sistemi di sicurezza.
Particolarmente interessanti sono i dati sull’incidentalità ferroviaria degli ultimi anni. Sui documenti si legge come gli incidenti vengano tecnicamente suddivisi in due famiglie: quelli “tipici” e quelli “atipici”. Alla prima categoria appartengono principalmente le collisioni, i deragliamenti e gli incidenti dei rotabili. Nella seconda categoria rientrano gli incidenti accaduti individualmente alle persone in relazione al movimento dei rotabili (cioè investimenti di pedoni ai PL, cadute da veicoli ferroviari, incidenti ai ferrovieri nelle fasi di manovra o aggancio, ecc…). Gli incidenti “tipici” sarebbero in calo negli ultimi cinque anni: dai 91 del 2001 si è passati ai 65 del 2003 per risalire leggermente ai 72 del 2004. Per il 2005 i dati disponibili si riferiscono solo al bimestre gennaio-febbraio e testimoniano di soli 5 incidenti, tra cui però il disastro di Crevalcore. Questo fa alzare di molto il numero dei morti a causa di incidenti ferroviari nell’anno in corso. Se infatti nel 2004 sono stati 11 (di cui solo 3 viaggiatori), nel 2005 sono già 17 (di cui 13 viaggiatori). Siamo perciò purtroppo lontani dalle 8 vittime del 2001 (tutti ferrovieri) e dalle 7 del 2003 (6 dei quali ferrovieri). Peggio andò solo nel 2002, con 20 morti (7 viaggiatori e 13 ferrovieri). L’andamento del primo bimestre 2005 fa purtroppo prevedere che l’anno potrebbe concludersi con un alto numero di feriti (come conferma anche il trend negativo tra il 2003 e il 2004).
Sono invece più oscillanti nel corso degli anni i dati relativi al numero di morti a causa di incidenti “atipici”, che nella gran parte coinvolgono i lavoratori delle ferrovie: la media degli ultimi anni si attesta tra i 50 e 60 morti l’anno.
Dai dati forniti da FS viene confermata la notizia secondo cui sulla rete italiana il coefficiente di incidentalità è il più basso d’Europa (e in ulteriore ribasso negli ultimi anni). Nel 2003 (confermato poi nel 2004) era pari a 0,21, in Spagna allo 0,24, in Germania allo 0,25. Più alti i coefficienti di Svizzera (0,61), Francia (0,63), Austria (0,93) e Belgio (1,21).
Tutti questi dati, unitamente a quelli sugli interventi di messa in sicurezza previsti, serviranno alle Regioni per un confronto costruttivo con il Governo e il Gruppo FS.