Ancora niente di deciso sulla riorganizzazione del servizio ferroviario lungo la direttrice della via Emilia. Ricordiamo i passaggi e le varie posizioni nella discussione iniziata lo scorso luglio
Prosegue la discussione sulla proposta di orario di Trenitalia per la riorganizzazione dei servizi lungo la Via Emilia.
Si ricorda che si tratta di una ristrutturazione del trasporto passeggeri tra Milano-Bologna-Ancona che interessa il periodo transitorio fino alla piena attivazione della nuova linea ad Alta Velocità/Alta Capacità. Vediamo come si sono evoluti negli ultimi mesi il dibattito e le richieste delle parti in causa.
La proposta iniziale del Gruppo FS
Le “grandi manovre” sulla via Emilia sono iniziate questa estate a luglio quando il Gruppo FS ha fatto una proposta di modifica del servizio che riguarda le Regioni del Nord-Ovest e che interessa particolarmente l’Emilia-Romagna proprio lungo l’asse della via Emilia. Ecco i punti salienti di questa proposta.
- Potenziamento del sistema di trasporto al servizio della mobilità del territorio semplificando le strutture/sistemi per aumentarne la regolarità.
- Sviluppare un sistema cadenzato IC in aree a domanda forte, fornendo un servizio Intercity più affidabile, frequente e veloce per i collegamenti tra Milano ed i capoluoghi di Provincia della Regione Emilia-Romagna con le caratteristiche di: cadenzamento orario tra Milano e Bologna; fermate sistematiche a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna ogni ora; a Faenza, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro ogni due ore di base, con diverse intensificazioni.
- Sviluppare i servizi regionali veloci riconvertendo i servizi IR. In particolare:
- Servizio regionale veloce a cadenza oraria sulla tratta Piacenza-Bologna e Pesaro: cadenzamento orario, fermate attuali IR più Castelfranco e Castel S. Pietro, prosecuzione sistematica su Ancona bioraria con intensificazioni.
- Milano-Piacenza-Parma: cadenzamento biorario con fermate degli attuali IR più Casalpusterlengo e Codogno; mantenimento servizi regionali Milano-Piacenza.
- Tempi di interscambio coordinati nella stazione di Piacenza tra i servizi Piacenza-Rimini e Piacenza-Torino-Genova.
Le tappe del confronto
Dopo una prima analisi della proposta la Regione, avendo ritenuto che ci fosse nello scenario delineato da Trenitalia un margine di opportunità ragionevolmente ampio per poter migliorare la situazione esistente, ha iniziato una fase di confronto con tutte le parti in causa (pendolari, associazioni di consumatori, Amministrazioni locali e sindacati tra i primi). Il coinvolgimento nelle decisioni da prendere entro l’autunno è iniziato lo scorso 14 luglio, con la consegna anche ai soggetti interessati dei documenti forniti da Trenitalia, e ha avuto una ulteriore tappa il 25 luglio con una riunione a cui ha partecipato l’assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, assieme a tutte le Amministrazioni. Alla fine di luglio si è completata l’acquisizione delle valutazioni da parte del Comitato Regionale dei pendolari e delle Associazioni che ne fanno parte.
Nel frattempo la Regione ha svolto una prima ricognizione sulla proposta per valutarne i pro e i contro. Vediamo ora i risultati di questa prima analisi.
Opportunità
- Incremento dell’offerta di servizio complessiva (IC+RV) per molte relazioni con sensibile aumento dei collegamenti diretti tra Emilia e Romagna.
- Incremento dei collegamenti IC sulle principali relazioni dirette tra i capoluoghi di provincia dell’Emilia-Romagna e tra questi ultimi e la città di Milano.
- Incremento del livello di servizio per le stazioni di Castelfranco e Castel S. Pietro.
- Potenziale miglioramento dell’affidabilità del servizio per la riduzione delle percorrenze e la maggior specializzazione del materiale rotabile per i servizi sistematici.
Le criticità
- Il 50% delle tracce previste dal PRIT per servizi Regionali Veloci tra Rimini-Bologna-Milano viene temporaneamente usata per treni IC.
- Forte contrazione dei collegamenti diretti dalle città dell’Emilia con Genova e Torino.
- Restano indefiniti i collegamenti in coincidenza sulle altre relazioni che si innestano sulla direttrice principale.
- Restano indefiniti i miglioramenti per i collegamenti con le stazioni di Milano Rogoredo e Milano Lambrate, sia per gli IC che per i RV Milano-Parma.
Le valutazioni degli Enti locali
Numerose sono state poi le prese di posizione e le dichiarazioni estive: di seguito si dà conto, necessariamente in sintesi, delle valutazioni e delle richieste più significative degli Enti locali, nonché dell’evoluzione delle analisi della Regione.
Piacenza
E’ un buon metodo quello che, di fronte “alla prima volta di una proposta coordinata Trenitalia-RFI che nel complesso aumenta la disponibilità di treni sia verso Bologna che verso Milano”, siano a disposizione i tempi necessari “per poter ottenere modificazioni anche sostanziali nella direzione di migliorare l’offerta di trasporto ferroviario utilizzata dai pendolari piacentini”.
Il Comune di Piacenza si è fatto promotore di precise richieste, rispetto alla proposta originaria: 1) l’introduzione di almeno una fermata intermedia a Milano (Rogoredo o Lambrate) per gli Intercity, segnatamente quelli nelle fasce orarie interessate dal movimento pendolare; 2) il mantenimento, per i rimanenti IR e per i nuovi RV (Regionali Veloci) delle attuali fermate sulla tratta lombarda, senza introdurne di nuove; 3) la possibilità di utilizzare gli IC con l’abbonamento ordinario, senza sovrapprezzi.
Parma
A margine di un “generale apprezzamento” per la proposta, è stata espressa la preoccupazione per le previsioni di sviluppo sulle altre linee della provincia.
Modena
Tra le stazioni di Modena e Bologna, la relazione più frequentata, vi sarebbe un incremento dell’offerta (da 88 a 102 collegamenti giorno) con tempi di percorrenza inalterati. Castefranco Emilia vedrebbe più che raddoppiata la quantità di treni. A fronte di questi indiscutibili miglioramenti, si ridurrebbero le opportunità da e per Milano con treni di tipo IR: ne resterebbe solo uno, compensato però in numero dai nuovi IC. Si rileva che in direzione Bologna e Piacenza il previsto miglioramento dell’offerta non raggiungerebbe comunque l’obiettivo di una frequenza ottimale nelle ore di punta. Si pone inoltre l’accento sulla “criticità in termini di affollamento tra Bologna e Modena” che non si risolverebbe e, riguardo alle tariffe, ecco la richiesta “di uno sconto per gli abbonati che acquistano il supplemento IC almeno dell’80%”. Puntualità, materiale rotabile e integrazione con le altre ferrovie sono gli altri punti sui quali si richiedono standard qualitativi più alti rispetto alla proposta presentata.
Bologna
Le istituzioni locali bolognesi sottolineano come “il nuovo orario proposto potrebbe costituire un miglioramento per la direttrice Milano-Bologna-Rimini soprattutto per le relazioni interprovinciali e la regolarità del servizio”. Si sottolinea però con preoccupazione come la proposta FS non contempli da subito l’urgenza di prevedere il potenziamento del servizio locale sull’area metropolitana bolognese.
Da qui le seguenti proposte. 1) I Regionali proposti dovranno effettuare sempre tutte le fermate intermedie; 2) l’introduzione “della fermata non sistematica di Imola per almeno una coppia di treni IC”, così da compensare il minor numero di Interregionali proposti e che attualmente effettuano servizio nella stazione stessa; 3) la garanzia che il numero dei posti offerti dai treni Regionali e Regionali Veloci sia maggiore rispetto all’attuale, soprattutto nelle ore di punta; 4) la garanzia che i 350.000 km/anno aggiuntivi, principalmente nella tratta Piacenza-Parma, non vengano “finanziati con le risorse derivanti dalle multe pagate da Trenitalia per il servizio dello scorso anno, se non nella proporzione equivalente alla quota dei ritardi accumulati dai regionali nel tratto Piacenza-Parma”.
Ferrara
Si valuta positivamente la possibilità di un miglioramento delle coincidenze a Bologna tra le corse da Ferrara per le città emiliane. Si rileva l’esigenza, più volte ribadita anche in passato, dell’introduzione di una coppia di IR in più sulla Bologna-Verona.
Romagna
Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena esprimono opinioni articolate, suffragate da un “sostanziale parere positivo rispetto all’impianto della nuova organizzazione del trasporto” in quanto, in particolare nel riminese, “comporta più treni a disposizione; vengono mantenuti gli attuali Interregionali, che divengono Regionali Veloci, e aggiunti treni IC”. Queste le richieste messe in campo. L’esigenza dell’aumento delle fermate nelle stazioni minori, soprattutto nel periodo estivo, con particolare attenzione ai problemi dei flussi turistici; la necessità di assicurare i collegamenti con la stazione di Rimini Fiera; garantire omogeneità di trattamento tra pendolari delle diverse province della Regione; prevedere almeno un collegamento tra la linea Rimini-Ravenna ed i capoluoghi emiliani; un’attenzione specifica alla “altissima domanda potenziale” nell’area Forlì-Cesena; un maggiore approfondimento della questione tariffe e costo abbonamenti.
Regione Emilia-Romagna
L’Agenzia Trasporti, a supporto del confronto, oltre a sottolineare la positività del metodo di presentazione della proposta e della congruità dei tempi concessi alla discussione, ha ribadito come già dopo le prime consultazioni, Trenitalia ed RFI abbiano accolto alcune proposte organizzative (per esempio, non toccare il primo IR del mattino verso Milano) e tariffarie (facilitare l’accesso agli IC da e per Milano ai pendolari abbonati). Inoltre, ha posto all’attenzione tre aspetti:
1) i treni Interregionali non verrebbero soppressi, ma sostituiti da treni Regionali Veloci;
2) gli Intercity verrebbero pertanto aggiunti e non sostituiti ai treni Interregionali; questi Intercity sarebbero più veloci e cadenzati, e pertanto potenzialmente utili per il collegamento tra molti poli nevralgici del territorio;
3) Il fattore tempo. Chi prenderà l’Intercity avrà vantaggi sensibili in tal senso; 15/20 minuti in meno tra Bologna e Milano, per esempio. Sarebbero invece 10/15 i minuti risparmiati tra Piacenza e Milano: una stima (che non ha la pretesa di essere scientifica, ma solo plausibile) che consideri circa 1000 dei 2200 abbonati attuali passare agli IC porterebbe, quotidianamente, a un “risparmio” di 400/500 ore di viaggio.
Se si allarga la stessa stima a tutti gli abbonati in Emilia-Romagna potenzialmente interessati a servirsi degli IC, sulla carta più veloci, il risparmio quotidiano di tempo di viaggio arriva a quasi 1000 ore al giorno. Difficile dare un valore monetario al tempo, che troppo risente di condizioni soggettive. Ciò non toglie che 300.000 ore all’anno (tanto si stima possa essere il tempo di viaggio risparmiato dai soli abbonati in Emilia-Romagna, e che si raddoppia se si considerano tutti i viaggiatori) sia un indubbio vantaggio per la collettività.
La Regione ha quindi inoltrato a FS le richieste e le valutazioni degli Enti locali, invitando a tenerle in considerazione in una successiva revisione.
Il dissenso propositivo del Comitato Utenti
Questo il documento che, a fine luglio, sintetizzava la posizione ufficiale del Comitato Regionale degli Utenti Ferroviari sulla proposta di riorganizzazione del traffico ferroviario lungo la via Emilia.
“Il Comitato Regionale degli Utenti Ferroviari dell’Emilia Romagna ha esaminato la proposta di riorganizzazione del traffico ferroviario, proposta da Trenitalia e RFI, sulla tratta Ancona-Mlano, negli incontri del 19 e 27 luglio consistente:
- nello spezzare la linea attestando la nuova categoria dei treni detti Regionali Veloci (RV) sulla tratta PR-MI e PC-AN, offrendo detti treni a cadenza oraria (in sostituzione degli Inter Regionali - IR);
- nell’aumentare l’offerta di Intercity (IC) nella tratta MI-AN dando loro cadenza oraria;
- nell’aumento di offerta di treni sulla MI-AN per 1,9 milioni di treni-Km-anno con oneri a carico di Trenitalia;
- nell’aumento di offerta di treni RV per 350.000 treni-Km-anno da finanziare a carico della Regione Emilia Romagna;
- nel facilitare l’accesso agli IC delle clientela pendolare mediante carte di ammissione scontate
- in investimenti da parte di Trenitalia sui treni (nuovi e restyling) e personale.
Preso atto che essa comporta:
- un importante impegno economico e organizzativo a carico di Regione Emilia-Romagna e Trenitalia;
- un onere economico notevole per un numero elevato di viaggiatori, con destinazione Milano, che non hanno convenienza ad usufruire dei nuovi IC;
- nessun vantaggio per la grande maggioranza dei pendolari di PR e PC diretti a MI, in quanto gli IC non offrono vantaggi concreti rispetto agli IR, a causa della mancanza di fermate intermedie;
- un peggioramento del cadenzamento e dei tempi di percorrenza dei treni R ed RV;
- che i nuovi RV non sono in grado di sostituire, in termini di velocità e precedenza, l’attuale servizio IR.
Constatato
- che Trenitalia si trova attualmente in una situazione di grave deficit organizzativo e di disponibilità di materiale, tanto da faticare parecchio a mantenere gli standard di servizio previsti dal contratto con la Regione Emilia Romagna;
- che non sono stati forniti chiarimenti sul come e sul dove Regione Emilia-Romagna e Trenitalia troveranno le risorse economiche, materiali e umane per attuare la riorganizzazione in questione;
- che non sono state date sufficienti informazioni su come si connetterà il nuovo orario sulla MI-AN con quelli delle linee secondarie (ferroviarie e automobilistiche sostitutive), facenti capo ai capoluoghi interessati dal percorso principale sull’asse della via Emilia;
- che la ristrettezza dei tempi concessi per l’esame di una proposta così complessa, unita all’insufficienza della documentazione fornita, non permettono di valutare tutti gli effetti che la nuova organizzazione avrà sui viaggiatori (pendolari e non), nonché gli altri aspetti ad essa connessi.
Valutata la sussistenza del pericolo che:
- le risorse per la riorganizzazione vengano dirottate da quelle destinate alle altre linee del trasporto ferroviario regionale che, di conseguenza, si vedrebbero preclusi i miglioramenti dell’offerta se non il livello dell’offerta attuale;
- che non si facciano più investimenti in infrastrutture di servizio alle stazioni;
- si venga a creare una situazione di completa saturazione delle tracce con treni a lunga percorrenza (IC e ES), che pregiudicherebbe significativamente la partecipazione di altri competitori al prossimo bando di gara europeo per il SFR.
Conclude
che, pur valutando positivamente l’avvio della consultazione preventiva sugli orari e auspicando che ciò sia la premessa per realizzare un effettivo e permanente confronto, è da ritenere non accettabile la proposta di riorganizzazione del traffico ferroviario sulla linea MI-AN, nei termini in cui è stata formulata da Trenitalia e RFI.
Chiede infine di conoscere, con un congruo margine di tempo, anche le bozze complete degli orari delle altre linee facenti parte della rete della Regione Emilia-Romagna allo scopo di poterli esaminare”.
Le richieste dei sindacati
Nel sottolineare come sia da considerare “apprezzabile il percorso messo in atto dalla Regione per portare a conoscenza il nuovo progetto di offerta di orario presentato da Trenitalia”, i sindacati confederali CGIL-CISL-UIL e le loro Segreterie regionali dei trasporti, hanno espresso in un documento alcune considerazioni.
Si chiedono, in sostanza, alla Direzione Nazionale del Gruppo FS precisi impegni riguardo i seguenti punti.
- Garantire ogni giorno condizioni di sicurezza attraverso un ruolo di pieno impegno da parte di RFI, gestore della rete. Si chiede inoltre di attivare misure urgenti per superare le “anomalie persistenti” e l’attuale condizione di soppressione improvvisa di decine di treni al giorno.
- L’assunzione di personale e la disponibilità di nuovi mezzi per un servizio qualificato, oltre a un miglior funzionamento delle officine di manutenzione.
- Il Gruppo Trenitalia deve attivarsi “affinché l’utente pendolare in possesso dell’abbonamento mensile per treno Interregionale dell’Emilia-Romagna possa utilizzare il treno Intercity senza alcun aggravio di costi… mantenendo le fermate a maggior utilizzo anche nei territori regionali confinanti”. Vanno quindi previste coincidenze orarie nelle “stazioni scambiatrici” e rafforzata una politica tariffaria basata su criteri omogenei per tutta la regione. Infine, dev’essere garantita una necessaria gradualità negli adeguamenti tariffari per l’utenza che è obbligata, per mancanza di connessioni dirette, ad utilizzare saltuariamente i treni Intercity partendo dal territorio regionale per raggiungere Milano, Torino, Genova, Ancona.
L´incontro del 29 settembre
Un incontro con tutte le parti interessate si è svolto il 29 settembre e vi hanno preso parte rappresentanti delle Amministrazioni locali, dei sindacati confederali, del Comitato regionale degli utenti, oltre che ovviamente di RFI e di Trenitalia. Nel dibattito a molte voci sono emerse anche posizioni fra loro contrastanti, insieme alla presa d’atto di alcuni miglioramenti apportati da Trenitalia alla propria iniziale proposta.
Questi ultimi si riferiscono a: